PRESENTAZIONE
VINCENZO TORRIANI
GIANNI BUGNO
CLAUDIO GREGORI
MARIO RESCA
ALESSANDRA DE STEFANO
VILLA RIZZOLI DI CANZO
 
 
 
13° PREMIO INTERNAZIONALE
"VINCENZO TORRIANI"
 
Gianni Bugno, Claudio Gregori e Mario Resca sono i vincitori del Premio internazionale “Vincenzo Torriani” 2010, giunto alla XIII edizione e destinato “a chi ama il ciclismo e lo fa vivere”. Il campione monzese due volte iridato, il giornalista e scrittore tra i più ispirati “cantori” della bicicletta e il Direttore generale dei Musei italiani, sincero appassionato di ciclismo, hanno ricevuto il riconoscimento intitolato al grande patròn venerdì 15 ottobre presso Villa Rizzoli a Canzo (Como), a partire dalle 11.30 (ingresso a inviti). La cerimonia è stata condotta da Auro Bulbarelli, vicedirettore di Rai Sport. Ai tre premiati è stato consegnato il trofeo opera dello scultore Domenico Greco, composto da un basamento sormontato da una figura stilizzata in bronzo, che rappresenta un ciclista nel momento del massimo sforzo in salita.

Il Premio internazionale “Vincenzo Torriani” è nato nel 1998 su iniziativa della Associazione “Aldo ed Emilio De Martino” e si è poi perpetuato di anno in anno per volontà dei figli dell’organizzatore del Giro d’Italia e di molte altre corse, celebrando l’opera di personaggi impegnati nella tutela e nella promozione dei valori del ciclismo: campioni, imprenditori, organizzatori, dirigenti, giornalisti.

Durante la cerimonia è stato consegnato anche il premio “Cuore d’Argento” (III edizione) ad Alessandra De Stefano, inviata Rai al seguito del Giro d’Italia e delle principali corse ciclistiche internazionali.

Per l’occasione il cantautore Gianfranco Balestrini e la sua band hanno proposto ai presenti una canzone espressamente dedicata al Giro di Lombardia.

 
 
Da sinistra: Gianni Bugno, Claudio Gregori e Mario Resca
 
 

ALBO D'ORO

2010: Gianni Bugno, Claudio Gregori e Mario Resca

2009: Paolo Bettini, Giovanni Tredici e Claudio Ferretti

2008: Adriana Bartali, Franco Ballerini e Gian Paolo Ormezzano

2007: Miguel Indurain, Valentino Campagnolo e Sergio Neri

2006: Giuseppe Saronni, Renato Di Rocco e Pietro Ferrero

2005: Francesco Moser, Giorgio Albani e Costantino Ruggiero

2004: Felice Gimondi, Paolo Sorbini e Fred Mengoni

2003: Ercole Baldini, Ernesto Colnago e Ferruccio Dardanello

2002: Candido Cannavò

2001: Vittorio Adorni ed Eddy Merckx

2000: Fiorenzo Magni e Alfredo Martini

1999: Carmine Castellano e Pietro Garinei

1998: Sergio Zavoli e Rino Negri

 

 
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Mario Resca, Gianni Bugno e Claudio Gregori alla foto di rito con il "Premio Vincenzo Torriani 2010"
raffigurante un ciclista di bronzo in salita, opera dello scultore Domenico Greco. (Foto R.Checchi)
 
 
 
PROFILO DI VINCENZO TORRIANI
 

Bruno Raschi, indimenticabile cantore della bicicletta, di lui scrisse che «deve probabilmente discendere da una fierissima stirpe di esploratori». E l’altrettanto indimenticabile Candido Cannavò ne fece questo ritratto: «Un comandante assoluto... Nel suo cervello si realizzava, chilometro per chilometro, la sintesi mobile di quella straordinaria avventura della strada. Gli episodi avvenuti si mescolavano con il loro successivo sviluppo, con tutto ciò che poteva esserci dopo la prossima curva o sotto le sbarre di un inquietante passaggio a livello. Il pericolo era un nemico da accarezzare e poi da cogliere in anticipo...».

Nato il 17 settembre 1918 a Novate Milanese, Vincenzo Torriani cominciò ad aiutare il padre nel suo oleificio. Internato in Svizzera durante il secondo conflitto mondiale, dopo la guerra entrò nell’orbita del Giro d’Italia, affiancando nel 1946 il vecchio Armando Cougnet, crescendo in fretta alla sua scuola e subentrandogli definitivamente nel 1948. Dedicò al ciclismo quasi mezzo secolo della sua vita. La Gazzetta dello Sport gli affidò la direzione organizzativa delle corse e in quella veste Torriani legò il suo nome alla rinascita del quotidiano e alla valorizzazione delle principali competizioni del calendario nazionale: Giro d’Italia, Milano-Sanremo, Giro di Lombardia...

Tratto distintivo della sua opera era l’attenzione costante ad affiancare all’aspetto agonistico e sportivo quello sociale, turistico e culturale. Innumerevoli le sue innovazioni, come l’inserimento del Poggio nella Milano-Sanremo, del Muro di Sormano nel Giro di Lombardia (entrambi risalgono al 1960) e di tante ascese storiche nel Giro d’Italia: lo Stelvio (1953), il Gavia (1960), l’Etna, il Block Haus e le Tre Cime di Lavaredo (1967), le Torri del Vajolet (1976). Grazie alla fantasia di Torriani la corsa rosa “invase” spazi impensati: i Cortili pontifici in Vaticano (1974), Piazza dei Miracoli a Pisa (1977), Piazza San Marco a Venezia (1978), l’Arena di Verona (1981), Piazza del Campo a Siena (1986).

Nel 1961 il Giro festeggiò il Centenario dell’Unità d’Italia partendo da Torino, imbarcandosi da Genova per la Sardegna e successivamente per la Sicilia dove, da Marsala, ripartì verso nord. Nel 1973 diventò “europeo”, toccando nel suo tracciato il Belgio, la Germania, l’Olanda, il Lussemburgo, la Francia e la Svizzera. Nel 1983 la corsa venne brevemente “neutralizzata” per consentire alla carovana di visitare la Comunità di San Patrignano. Tra le altre “invenzioni” di Torriani, l’inserimento del prologo a precedere la prima tappa del Giro (1971, inizialmente non valido per la classifica generale) e l’organizzazione della Gran Fondo Milano-Roma (600 km), al termine del Giro del 1979.

A quattordici anni dalla scomparsa (24 aprile 1996), il ricordo di Torriani è ancora vivo in carovana. Gino Palumbo, storico direttore della “rosea”, probabilmente lo presagiva quando scrisse che «solo due persone in qualsiasi strada d’Italia vengono acclamate se si espongono dal tetto di una macchina: il Papa e Torriani».

 
 
Vincenzo Torriani (foto: Fabrizio Delmati)
 
GIANNI BUGNO
 

Gianni Bugno è nato a Brugg (Svizzera) il 14 febbraio 1964. Professionista dal 1985, nella massima categoria ha ottenuto 72 vittorie.

Nel 1990 ha vinto il Giro d’Italia indossando la maglia rosa dalla prima all’ultima tappa, come prima di lui fecero solo Girardengo, Binda e Merckx; nella corsa rosa conta anche nove vittorie di tappa.

Al Tour de France il picco della sua carriera è coinciso con il periodo del dominio di Miguel Indurain: è comunque giunto secondo nel 1991 e terzo nel 1992, vincendo per due anni consecutivi (1990 e 1991) la tappa dell’Alpe d’Huez e conquistando complessivamente quattro frazioni. Nei grandi giri ha vinto anche due tappe alla Vuelta a España.

Nelle corse di un giorno spiccano la doppietta ai Campionati del mondo (Stoccarda 1991 e Benidorm 1992). Nel 1990 è stato terzo al Mondiale di Utsunomiya, ha vinto la Milano-Sanremo, la Wincanton Classic e la classifica finale della Coppa del mondo. In Coppa ha vinto anche la Clásica de San Sebastián nel 1991 e il Giro delle Fiandre nel 1994. Tra il 1990 e il 1991 è stato n. 1 della classifica mondiale Uci.

Nelle “classiche” italiane ha vinto tre Giri dell’Appennino, due Coppe Agostoni, un Giro del Piemonte, una Tre Valli Varesine, un Giro dell’Emilia, una Milano-Torino e un Giro del Lazio. È stato due volte campione italiano (1991 e 1995).

Ritiratosi nel 1998, attualmente è pilota di elisoccorso e ha pilotato l’elicottero di ripresa Rai degli ultimi tre Giri d’Italia.

 
 
Gianni Bugno vince il Mondiale a Stoccarda
 
CLAUDIO GREGORI
 
Claudio Gregori è nato a Trento nel 1945. Laureato in matematica nel 1968, ha lavorato per quattro quotidiani: Il Tempo di Roma, Il Messaggero, Il Giornale e La Gazzetta dello Sport, su cui scrive dal 1986. Per la “rosea” è stato inviato al seguito di varie manifestazioni sportive, affiancando alla cronaca puntigliosa dell’evento agonistico spunti di colore e riferimenti culturali assemblati con inimitabile stile.

Ha seguito 24 edizioni del Giro d’Italia, diversi Tour de France, 13 Olimpiadi (da Mosca ’80 a Pechino 2008, da Lillehammer ’94 a Vancouver 2006) e numerosi Mondiali di ciclismo, calcio, atletica, sci (alpino e nordico), scherma e ginnastica.

Tra i suoi libri, Labròn, Omar Sivori. La leggenda del cabezon, Cavanna, l’uomo che inventò Coppi, Girardengo, Livio Berruti. Il romanzo di un campione e del suo tempo, Luigi Ganna. Il romanzo del vincitore del primo Giro d’Italia del 1909. Per la Treccani ha scritto la voce “Storia del ciclismo” e gli inserti sul cronometraggio e sul doping.

Gli “affreschi” letterari che contraddistinguono i suoi scritti ne fanno un autentico “cantore” del ciclismo, sulla scia di quel grande precursore di questo genere che fu Bruno Raschi.


 
 
Claudio Gregori al Giro d'Italia
 
MARIO RESCA
 

Mario Resca è nato a Ferrara il 21 dicembre 1945. Laureato in Economia e Commercio all’Università Bocconi di Milano, vanta una lunga carriera come dirigente d’azienda nel mondo editoriale, della finanza e dell’alta moda.

Dal 1995 al 2007 è stato presidente e amministratore delegato di McDonald’s Italia. È stato presidente del Casinò Municipale di Campione d’Italia: in questa veste, motivato dalla grande passione per il ciclismo che pratica personalmente, ha assicurato un significativo sostegno all’organizzazione del Giro di Lombardia. Ha ricoperto altri incarichi di rilievo: commissario straordinario del gruppo Cirio-Del Monte, presidente della Camera di Commercio Americana in Italia, presidente di Kenwood Electronics, membro del Consiglio di amministrazione di L’Oréal, Gianni Versace spa e Rizzoli Rcs. È presidente di Confimprese e di Italia Zuccheri e membro del Consiglio di amministrazione del Gruppo Mondadori. Nel 2002 è stato nominato Cavaliere del lavoro e dal maggio di quell’anno è consigliere indipendente dell’Eni.

Nel 2008 è stato nominato dal Governo Direttore generale dei musei italiani. Dal 2010 è commissario straordinario per la “Grande Brera”, con il compito di trasferire l’Accademia milanese nella nuova sede di via Mascheroni e organizzare il polo museale.

 
 
Mario Resca in maglia rosa con Gianni Motta
 
 

ALESSANDRA DE STEFANO

Alessandra De Stefano è giornalista e conduttrice televisiva. Da sempre appassionata di ciclismo, è diventata giornalista professionista il 18 ottobre 1995. Fa parte della redazione di Rai Sport e dal 1998 è inviata al seguito dei principali eventi ciclistici trasmessi dalla Rai: Giro d’Italia, Tour de France (dal 2000), Mondiali e Olimpiadi. In particolare cura le interviste ai corridori appena giunti sul traguardo. In occasione dell’ultimo Giro d’Italia le è stata affidata la conduzione de “Il processo alla tappa”, in onda al termine di ogni frazione della corsa.

 
Alessandra De Stefano
 
VILLA RIZZOLI DI CANZO
 
Costruita agli inizi del Novecento su progetto dell’architetto Fenoglio in una singolare collocazione ambientale, la struttura architettonica a balconate e terrazze multiple è caratterizzata da un fantasioso stile medioevale, sottolineato dal ricorso quasi integrale alla pietra a vista. Primo proprietario fu Magno Magni, capostipite dell’industria chimica italiana e successivamente esponente politico di primo piano. Alla sua morte, alla fine degli anni Trenta, la Villa passò all’editore Angelo Rizzoli.
L’interno colpisce per la ricercata eleganza. Tra ampi saloni e caratteristici scaloni si distingue la sala da pranzo, dove sono conservati alcuni imponenti dipinti murali di Achille Beltrame, illustratore della Domenica del Corriere (suo anche l’affresco degli angeli che sovrasta la hall). La biblioteca custodisce invece l’Humana Gens, ciclo di affreschi del pittore Silvio Bicchi, allievo di Giovanni Fattori e illustratore della Divina Commedia per Alinari. Graziosa la limonaia, dalle cui vetrate lo sguardo spazia sull’ampio giardino.
Dopo un lungo periodo di abbandono e di incuria, tutti questi spazi sono stati sapientemente ristrutturati tra il 1994 e il 1998 dalla holding attuale proprietaria. Per quanto possibile, gli ambienti, gli arredi e le decorazioni sono stati riportati al loro aspetto originale con stile e competenza, come si deduce dal garbo e dalla passione con cui l’amministratore Angelo Colombo illustra i lavori effettuati: «Negli ultimi anni - spiega - stiamo fortunatamente assistendo al diffondersi di una rinnovata sensibilità circa il recupero di queste dimore e alla valorizzazione della loro importanza storica e culturale».
Eguale perizia e attenzione è stata riservata al parco, per liberarlo dalla vegetazione cresciuta in modo spontaneo e incontrollato e per reinsediarvi essenze arboree e piante originali. Attraversato da numerosi sentieri e viottoli, illuminato da suggestivi giochi di luce e “vegliato” da caratteristiche statue in pietra, racchiude al suo interno una chiesetta, la Fontana delle Vittorie e un piccolo anfiteatro.
Tutto, insomma, concorre a fare di Villa Rizzoli - che è possibile affittare per ricevimenti, mostre, meetings, ecc - la degna cornice di eventi davvero “speciali”.
Info: Villa Rizzoli, via Verza 23, Canzo - tel. 335.6867666 / 335.245515 -
www.villaexmagnirizzoli.it - info@villaexmagnirizzoli.it
 
 
Villa Rizzoli - Canzo