IL
MUSEO INTERNAZIONALE DEL CICLISMO DEL GHISALLO
Sul Colle del Ghisallo c’è la “casa”
dei ciclisti di tutto il mondo. È il Museo del
Ciclismo, sognato già negli anni Cinquanta da
don Ermelindo Viganò (primo rettore del Santuario
mariano) e divenuto realtà nel 2006 grazie all’impegno
profuso dalla Fondazione presieduta da Fiorenzo Magni
e al sostegno di numerose istituzioni: Regione Lombardia,
Fondazione Cariplo, Gazzetta dello Sport, Provincia
di Como, Comunità Montana del Triangolo Lariano,
Coni provinciale di Como, Santuario Madonna del Ghisallo,
Parrocchia di Magreglio, Università degli Studi
dell’Insubria, Comuni di Magreglio, Asso, Barni,
Caglio, Eupilio, Lasnigo e Sormano.
Il progetto degli architetti Davide Bergna e Pier Federico
Caliari ha armoniosamente inserito nel contesto del
Colle i 3400 mq di superficie del Museo, con una struttura
“a onde” che sfrutta il digradare del terreno
riducendo al minimo l’impatto visivo. All’interno,
un unico salone espositivo di circa 2500 mq, diviso
in diversi ambienti e percorso dal visitatore lungo
rampe che richiamano idealmente i tornanti alpini e
dolomitici, facilitando l’accesso ai disabili
e agli stessi ciclisti ancora in sella. La facciata
a vetrate apre allo sguardo lo sfondo spettacolare delle
Grigne e del Lario. La parete laterale, invece, è
interamente ricoperta da un suggestivo “murale”
fotografico che riassume un secolo di due ruote, dai
pionieri ai campioni di oggi.
Il Museo del Ghisallo si caratterizza per un duplice
filone di ricerca e conservazione: l’uomo (il
campione nella sua dimensione sportiva e morale) e il
mezzo (la bicicletta nella sua dimensione tecnologica
e produttiva). L’esposizione permanente dei cimeli
storici si integra con rassegne tematiche temporanee,
mentre le postazioni multimediali consentono un approccio
interattivo al patrimonio del Museo.
Cinque sono le sezioni tematiche. “Cimeli”
è la più classica, con una teca di biciclette
(da quella dei Bersaglieri della Grande Guerra alla
Colnago-Ferrari), trofei, maglie e documenti donati
al Santuario, che transitano dal Museo a rotazione.
La “Grande Enciclopedia del Ciclismo” raccoglie
le biciclette espressamente donate al Museo, le gigantografie
dei campioni e il software che presenta documenti e
immagini. “Ciak e campioni - 100 film sul ciclismo”
riunisce la dotazione di audiovisivi, documentari, lungo
e cortometraggi. “24 + 24”, invece, è
una retrospettiva sui 48 big che vantano il miglior
palmarès, da Costante Girardengo a Lance Armstrong.
“L’uomo e il suo mezzo”, infine, illustra
il design e la tecnologia della bici da corsa. La Gazzetta
dello Sport ha una “vetrina” di prime pagine
storiche sui grandi avvenimenti del ciclismo. Completano
la struttura una sala conferenze da 100 posti, una biblioteca,
spazi per riunioni, merchandising e coffee-shop, uffici,
depositi e servizi.
Quello del Ghisallo è l’unico museo al
mondo dedicato a “tutto” il ciclismo: per
questo si occupa di strada, pista, ciclocross, mtb e
bmx, ma anche di chi il ciclismo lo fa vivere (aziende
e artigiani del settore) e di chi lo racconta e lo diffonde
attraverso i mass media. Vuol essere non solo una memoria
del passato, ma anche una fotografia del presente e
una finestra aperta sul futuro, con una fitta rete di
attività di promozione culturale, sportiva e
scientifica, tra cui spiccano una scuola di mountain-bike,
un Centro studi di medicina sportiva e uno di design
e tecnologia.
Tra le iniziative più significative organizzate
dal Museo nel corso del 2008, il ciclo di incontri “Storie
di ciclismo. I protagonisti e i testimoni raccontano”,
le visite guidate per le scuole e le mostre “La
devozione per la Madonna del Latte”, “Il
giro delle Alpi in 80 giorni” e “Materia
e gestualità”.
Orari: martedì-venerdì 10-17, sabato 10-18,
domenica 9-18
Info:
www.museodelghisallo.it