Fiaccolata del Sessantesimo
       
 
PRESENTAZIONE
IL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL GHISALLO
IL COLLE DEL GHISALLO
IL GS MADONNA DEL GHISALLO
COMOLAGOBIKE
 
 
 
 
 
LA FIACCOLATA DEL SESSANTESIMO
 
Erano le strade “bianche” e sconnesse del dopoguerra, quelle su cui un gruppo di corridori si avviarono da Roma il 13 ottobre 1948. Non partivano per una gara, ma per un viaggio di alto significato spirituale: erano i primi tedofori della staffetta ciclistica che portava al Santuario della Madonna del Ghisallo la fiaccola votiva in bronzo benedetta e accesa a Castelgandolfo da Pio XII.
La fiaccola giunse al Ghisallo il 17 ottobre: gli ultimi tedofori furono Fausto Coppi e Gino Bartali. Collocata all’interno della chiesetta, da sessant’anni la fiaccola arde a rischiarare la volta del Santuario da allora dedicato alla “Patrona celeste dei corridori ciclisti d’Italia e del Mondo”.
Il sessantesimo anniversario di quell’evento unirà la Vallassina alla Versilia. Sabato 13 settembre, alle 14.30, a Magreglio (Como), sul sagrato del Santuario avrà luogo l’accensione della fiaccola celebrativa a fiamma viva realizzata dall’architetto Tiziano Lera, di Forte dei Marmi. Successivamente il rettore del Santuario don Luigi Farina benedirà la fiaccola.
Alla cerimonia parteciperanno rappresentanti istituzionali e personaggi del mondo del ciclismo, tra i quali Andrea Bartali (figlio di Gino), Faustino Coppi (figlio di Fausto) e Fiorenzo Magni, tedoforo nel 1948 e, da presidente della Fondazione Museo del Ciclismo, promotore nel 2000 della staffetta Madonna del Ghisallo - Roma, al termine della quale Giovanni Paolo II ricevette in dono la fiaccola disegnata dal maestro Enzo Marinelli. Tra i tedofori del 2000 ricordiamo Gianni Motta, Giuseppe Saronni, Felice Gimondi, Renzo Zanazzi, Sante Gaiardoni, Ercole Baldini, Antonio Maspes e Francesco Moser.
Faranno corona all’evento le immagini scattate a Coppi e Bartali nel 1948 dal fotografo Paredi di Asso, la Lancia Aurelia GTB20 del 1953 appartenuta al “Campionissimo” e la Maserati 3500 coupé del 1959 che fu di proprietà di “Ginettaccio”, oltre a una vettura storica del 1948 messa a disposizione dall’associazione Automoto900 di Corbetta.
Significativa la partecipazione, con bici d’epoca al seguito, della Pattuglia Bersaglieri Ciclisti “Luciano Manara” di Milano, nata il 2 giugno 1975 su richiesta dello stesso Fiorenzo Magni, allora presidente dell’Associazione Nazionale Azzurri d’Italia.
Dopo la benedizione, la fiaccola partirà per Forte dei Marmi (Lucca), “scortata” sino a Canzo dai rappresentanti del Gs Madonna del Ghisallo. Lì sarà presa in consegna dal Tour di Michelangelo, che la porterà in Versilia accompagnato dalla staffetta ciclistica della associazione ComoLagoBike. La fiaccola effettuerà l’ultimo tratto del percorso - dall’ingresso in Forte dei Marmi - in bicicletta e giungerà al Fortino domenica 14 settembre alle 17; in piazza Garibaldi verrà acceso il tripode.
Al legame tra Vallassina e Versilia contribuisce anche la presenza dell’ultima pietra del Museo Internazionale del Ciclismo del Ghisallo, estratta dalle Cave versiliesi di Azzano, trasportata al Ghisallo il 28 maggio 2006 dalla staffetta ciclistica del Tour di Michelangelo, incisa con il messaggio Omnia vincit amor (“L’amore trionfa su ogni cosa”) e poi portata in Vaticano il 31 maggio seguente per essere benedetta da Papa Ratzinger.
 
Fausto Coppi e Gino Bartali con la fiaccola del 1948 (foto Paredi - Asso)
IL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL GHISALLO

La Madonna più amata dal popolo della bicicletta. È quella del Ghisallo, colle che si erge nel Triangolo Lariano tra i due rami del Lario. Al culmine della Vallassina, tra gli abitati di Magreglio (dalla parte di Asso) e di Civenna (da quella di Bellagio), a un’altezza di 754 metri, si trova il Santuario venerato dai ciclisti di tutto il mondo.
Secondo la tradizione, sin dall’XI secolo sull’altura era collocata un’icona mariana. Una delle tante immagini sacre poste ai bordi o al culmine delle strade, a custodia dei paesi e a protezione dei passanti dall’assalto dei briganti.
Proprio in alcuni delinquenti, poco dopo il Mille, si imbattè un certo Conte Ghisallo: minacciato di morte, chiese protezione alla Madonna e venne da lei salvato. Da qui l’immagine sacra prese il nome di “Madonna del Ghisallo” e fu subito invocata con questo titolo.
L’originaria icona fu circondata da un primo tempietto. Nel 1623 fu costruita la chiesetta attuale e nel 1681 fu aggiunto il portico anteriore a tre archi. L’immagine ora venerata è una Madonna del Latte del ’500, di autore ignoto, quasi certamente ricostruita sopra la precedente, andata consunta. Dapprima affrescata sul muro, è stata riportata su tela nel 1950.
La strada del Ghisallo è sempre stata frequentata dal ciclismo come palestra e luogo di competizione. La chiesetta è punto di riferimento per riposare e pregare. Sin dalla fine degli anni Quaranta il parroco di Magreglio don Ermelindo Viganò si adoperò per far proclamare la Madonna del Ghisallo patrona dei ciclisti. Il riconoscimento giunse il 13 ottobre 1949 con un “Breve pontificio” di Pio XII: la Beata Vergine Maria del Ghisallo divenne “Principale Patrona dei Ciclisti Italiani”. L’anno prima il Papa aveva benedetto e acceso a Roma la fiaccola di bronzo portata poi dai campioni di allora all’interno del Santuario. Don Viganò fu il primo rettore.
Nel corso degli anni le pareti del Santuario si sono riempite di cimeli votivi (biciclette, maglie, gagliardetti, coppe, medaglie) di campioni, società e federazioni, oltre alle effigi di ciclisti e dirigenti defunti o periti tragicamente. «Il Santuario rappresenta un richiamo religioso - spiega l’attuale rettore, don Luigi Farina -: il ciclista che vi sosta lo fa per pregare e per esprimere la propria venerazione alla Madonna».
Intorno all’edificio sono stati collocati i monumenti al Ciclista e a diversi personaggi (Fausto Coppi, Vincenzo Torriani, Gino Bartali, lo stesso don Viganò).
 
Santuario della Madonna del Ghisallo (interno)
 
IL COLLE DEL GHISALLO

Sono passati quasi novant’anni dal primo passaggio del Giro di Lombardia all’ombra del Santuario del Ghisallo (1919). Ai tempi di Binda e poi a quelli di Coppi il colle era il crocevia decisivo: chi si staccava lì poteva dire addio alla corsa. Con il progresso tecnico delle biciclette e il miglioramento delle strade, la selezione si è fatta meno feroce, anche perché il traguardo finale di Milano distava comunque una cinquantina di chilometri. Quindi il Ghisallo si è prima visto affiancato dal Muro di Sormano, poi trasformato in “SuperGhisallo”. In seguito alle modifiche al tracciato, per alcuni anni è stato affrontato dal versante più “dolce” (da Asso) e infine anticipato in fasi più interlocutorie della corsa. Ultimamente ricollocato nel finale, ha riacquistato la giusta importanza. Il fascino, quello, è rimasto sempre immutato. E i cicloamatori che vogliono saggiare le loro capacità sulle sue rampe - ce ne sono tanti, in tutte le stagioni - si sentono immediatamente parte di una leggenda.
Da Bellagio a Magreglio si sale complessivamente per 10,5 km, superando un dislivello di 540 metri (la vetta è a 754 metri): la pendenza media è del 5,4%, con punte del 14%. La parte più dura è dopo il terzo chilometro, tra la località Mulini del Perlò e l’abitato di Guello: è qui, tra otto tornanti e lunghi rettilinei, che l’asfalto s’impenna più crudelmente sotto le ruote. Più avanti c’è modo di tirare il fiato: tra Guello e Civenna un falsopiano lascia il posto anche a una breve discesa. Negli ultimi due chilometri la strada riprende decisamente a salire, con una pendenza che supera l’8%. Infine, dietro una curva, il campanile del Santuario incombente sulla vetta annuncia che la fatica sta per terminare.
Il Ghisallo è soprattutto Giro di Lombardia, ma non solo. Di qui è passato anche il Giro d’Italia, in particolare nelle edizioni del 1967 (quella del Cinquantenario: vi arrivò una semitappa a cronometro e vi partì l’ultima semitappa per Milano), del 1976 (curiosamente entrambi i Giri furono vinti da Felice Gimondi) e del 2006 (partenza dell’ultima tappa). Il Ghisallo ha ospitato anche una prova del classico Trofeo dello Scalatore, nel 1987. Anche il Piccolo Giro di Lombardia, quello dei dilettanti, ha un appuntamento fisso sul colle.
E poi pellegrinaggi, raduni, pedalate non agonistiche: tra le manifestazioni più importanti, la Pasqua del Ciclista, la Giornata Nazionale della Bicicletta, la Rosa Internazionale del Ghisallo, la Giornata mondiale della biciclettina...
 
Santuario della Madonna del Ghisallo (esterno)
IL GRUPPO SPORTIVO MADONNA DEL GHISALLO

Il Gruppo Sportivo Madonna del Ghisallo è nato nel 1967 dall’incontro tra dirigenti della Federciclo e appassionati di ciclismo, uniti dalla comune fede cattolica e sollecitati dall’impegno e dall’esempio di don Ermelindo Viganò, parroco di Magreglio e rettore del Santuario della Madonna del Ghisallo.
Proprio al Santuario il Gruppo è sempre stato intimamente legato nella volontà di esprimere in concreto la devozione alla Madonna Patrona dei ciclisti. Questa devozione si è tradotta in un’attività, ormai ultra-quarantennale, finalizzata alla tutela e al buon mantenimento del Santuario, alla diffusione e alla promozione della sua immagine, del suo patrimonio e dei suoi valori, all’adeguata conservazione e valorizzazione dei cimeli, delle donazioni e degli ex voto, ivi compreso anche un corretto utilizzo fotografico.
A queste attività istituzionali il Gruppo ha affiancato una corposa attività organizzativa di corse, pedalate non agonistiche, raduni e ciclopellegrinaggi, che hanno nel Ghisallo il punto di partenza, di arrivo o di significativo transito: tra gli altri ricordiamo la Pasqua del Ciclista, la Giornata Nazionale della Bicicletta, la Rosa Internazionale del Ghisallo, la Giornata Mondiale della Biciclettina, il Trofeo Madonna del Ghisallo.
Il 2 maggio 2007, stagione nella quale il Gruppo ha compiuto 40 anni di vita, una delegazione formata da un centinaio di soci guidati dal presidente Renato Conti ha partecipato a un’udienza generale di Papa Benedetto XVI in Vaticano. Al termine dell’udienza è stato possibile avvicinare il Santo Padre, al quale è stato fatto dono di due biciclette: la prima, interamente in legno, realizzata da Giovanni e Antonio Cermenati, artigiani di Magreglio specializzati nella produzione di cerchioni in legno; la seconda, ultramoderna in fibra di carbonio, opera di Sergio Sanvido, responsabile del Museo Bevilacqua di Padova. A suggellare il cordiale rapporto tra il Ghisallo e i Pontefici - che risale a Pio XII e che ha avuto significative occasioni di contatto anche durante i pontificati di Paolo VI e Giovanni Paolo II -, il presidente Conti ha consegnato a Benedetto XVI la tessera di presidente onorario del Gruppo: un gesto che non ha precedenti tra i gruppi sportivi di tutto il mondo e che il Santo Padre ha visibilmente apprezzato.
Il 2008 è stato sinora contrassegnato dall’importante donazione al patrimonio storico del Santuario delle maglie iridate di Sergio Bianchetto e Giuseppe Beghetto (nella foto), ori olimpici nel tandem ai Giochi di Roma 1960 e dominatori per un decennio dell’attività su pista di vertice.
Info: www.gsmadonnadelghisallo.it
 
La donazione al Santuario delle maglie di Bianchetto e Beghetto
COMOLAGOBIKE

ComoLagoBike è un’associazione sportiva dilettantistica senza scopo di lucro, nata nel 2007 per promuovere la bicicletta come mezzo per un turismo sano ed ecocompatibile. Nella sua breve vita ha organizzato alcune trasferte alle maggiori manifestazioni cicloturistiche in Italia e uno stage cicloturistico a Livigno. Ha poi dato vita al proprio settore “cultura dello sport”, organizzando alcune conferenze: ricordiamo quella su “Alimentazione nello sport” tenuta dal dott. Mondazzi del Centro Mapei Sport. Ha iniziato un percorso con l’Assessorato allo Sport e al Marketing territoriale della Provincia di Como rappresentato dall’Assessore Achille Mojoli, per promuovere l’immagine sportiva del territorio comasco in Italia e nel mondo. Grazie alla staffetta ciclistica tra il Ghisallo e Forte dei Marmi unirà due delle “patrie” del ciclismo: il Triangolo Lariano in Provincia di Como e la Versilia in Provincia di Lucca.