| CENTOINGIRO. Cento artisti per il Centenario del Giro d’Italia
Proprio nel centro di Seregno, la Galleria Mandelli Arte Contemporanea (www.mandelliarte.com) costituisce una vera e propria oasi di cultura, che focalizza l’interesse su opere e creazioni di artisti contemporanei e accoglie con garbo e professionalità addetti ai lavori e semplici appassionati del settore. Talvolta si “apre” anche allo sport, per sottolineare significative ricorrenze.
È stato così per il Centenario del Giro d’Italia, occasione per la quale cento artisti fra i più rappresentativi del panorama nazionale, selezionati dal curatore Sergio Mandelli in base a diverse espressioni stilistiche, provenienze geografiche e anagrafiche, sono stati chiamati a eseguire un’opera che facesse in qualche modo riferimento alla “aura” quasi mitica che avvolge il Giro.
Tra le manifestazioni sportive più amate dagli italiani, capace di coinvolgere l’interesse generale, il Giro lega la sua immagine a quella delle imprese di grandi campioni le cui gesta rientrano nella categoria del mito. Nata per unire fra loro due mondi apparentemente distanti - arte e sport -, in un meraviglioso “affresco” la mostra ha reso omaggio a questa leggenda: protagonisti delle opere sono il rosa, il numero cento, la bicicletta, ritratti di ciclisti famosi e così via, a seconda delle inclinazioni creative del singolo artista, a rappresentare la fatica, lo sforzo e la passione del ciclismo. Il formato (50x50) ha permesso a ogni autore di concentrare il proprio impegno e di esaltare le proprie qualità interpretative.
Accompagna la mostra il catalogo curato da Silvana Editoriale, con pagine storiche dedicate al ciclismo da grandi giornalisti e scrittori quali Bruno Raschi, Giovanni Testori e Dino Buzzati, e testi curati per l’occasione da Roberto Barni, Claudio Gregori, Sergio Mandelli e Gianni Torriani. |
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IL MUSEO INTERNAZIONALE DEL CICLISMO DEL GHISALLO
Sul Colle del Ghisallo c’è la “casa” dei ciclisti di tutto il mondo. È il Museo del Ciclismo (www.museodelghisallo.it), sognato già negli anni Cinquanta da don Ermelindo Viganò (primo rettore del Santuario mariano) e divenuto realtà nel 2006 grazie all’impegno profuso dalla Fondazione presieduta da Fiorenzo Magni e al sostegno di numerose istituzioni: Regione Lombardia, Fondazione Cariplo, Gazzetta dello Sport, Provincia di Como, Comunità Montana del Triangolo Lariano, Coni provinciale di Como, Santuario Madonna del Ghisallo, Parrocchia di Magreglio, Università degli Studi dell’Insubria, Comuni di Magreglio, Asso, Barni, Caglio, Eupilio, Lasnigo e Sormano.
Il progetto degli architetti Davide Bergna e Pier Federico Caliari ha armoniosamente inserito nel contesto del Colle i 3400 mq di superficie del Museo, con una struttura “a onde” che sfrutta il digradare del terreno riducendo al minimo l’impatto visivo. All’interno, un unico salone espositivo di circa 2500 mq, diviso in diversi ambienti e percorso dal visitatore lungo rampe che richiamano idealmente i tornanti alpini e dolomitici, facilitando l’accesso ai disabili e agli stessi ciclisti ancora in sella. La facciata a vetrate apre lo sguardo sullo sfondo spettacolare delle Grigne e del Lario. La parete laterale, invece, è interamente ricoperta da un suggestivo “murale” fotografico che riassume un secolo di due ruote, dai pionieri ai campioni di oggi.
Il Museo del Ghisallo si caratterizza per un duplice filone di ricerca e conservazione: l’uomo (il campione nella sua dimensione sportiva e morale) e il mezzo (la bicicletta nella sua dimensione tecnologica e produttiva). L’esposizione permanente dei cimeli storici si integra con rassegne tematiche temporanee, mentre le postazioni multimediali consentono un approccio interattivo al patrimonio del Museo.
Cinque sono le sezioni tematiche. “Cimeli” è la più classica, con una teca di biciclette (da quella dei Bersaglieri della Grande Guerra alla Colnago-Ferrari), trofei, maglie e documenti donati al Santuario, che transitano dal Museo a rotazione. La “Grande Enciclopedia del Ciclismo” raccoglie le biciclette espressamente donate al Museo, le gigantografie dei campioni e il software che presenta documenti e immagini. “Ciak e campioni - 100 film sul ciclismo” riunisce la dotazione di audiovisivi, documentari, lungo e cortometraggi. “24 + 24”, invece, è una retrospettiva sui 48 big che vantano il miglior palmarès, da Costante Girardengo a Lance Armstrong. “L’uomo e il suo mezzo”, infine, illustra il design e la tecnologia della bici da corsa. La Gazzetta dello Sport ha una “vetrina” di prime pagine storiche sui grandi avvenimenti del ciclismo. Completano la struttura una sala conferenze da 100 posti, una biblioteca, spazi per riunioni, merchandising e coffee-shop, uffici, depositi e servizi.
Quello del Ghisallo è l’unico museo al mondo dedicato a “tutto” il ciclismo: per questo si occupa di strada, pista, ciclocross, mtb e bmx, ma anche di chi il ciclismo lo fa vivere (aziende e artigiani del settore) e di chi lo racconta e lo diffonde attraverso i mass media. Vuol essere non solo una memoria del passato, ma anche una fotografia del presente e una finestra aperta sul futuro, con una fitta rete di attività di promozione culturale, sportiva e scientifica, tra cui spiccano una scuola di mountain-bike, un Centro studi di medicina sportiva e uno di design e tecnologia.
Nel 2009 il Museo ha organizzato gli ultimi appuntamenti del ciclo “Storie di ciclismo. I protagonisti e i testimoni raccontano” (con gli incontri con Francesco Moser e Giuseppe Saronni, Alfredo Martini e Franco Ballerini, Roberto Chiappa, Domenico De Lillo, Sante Gaiardoni, Silvio Martinello e Marino Vigna), conferenze, visite guidate per le scuole, proiezioni di filmati storici e delle dirette del Giro d’Italia e del Tour de France. Tra le mostre, quella artistica dedicata al Centenario del Giro “Il colore dei cento anni” e l’omaggio a Fabio Casartelli “La storia e i ricordi”, da poco conclusa. |