PRESENTAZIONE
LO SPETTACOLO
MATTEO CACCIA
TEATRO SOCIALE DI CANZO
 
 
 
 
 
 
LA MAGLIA NERA
 

Sabato 17 ottobre, alle 21, l’elegante cornice del Teatro Sociale di Canzo farà da sfondo alla serata in cui si procederà alle premiazioni e agli omaggi riservati ai protagonisti e a quanti hanno collaborato all’organizzazione di “Dal Ghisallo al Muro”. Ma al centro dell’attenzione sarà lo spettacolo La maglia nera. Gesta e ingegno di Luigi Malabrocca, atto unico scritto e interpretato da Matteo Caccia.

Prodotto da Fuorivia, La maglia nera può contare sulle musiche originali di Gianni Coscia e sulla regia di Rosario Tedesco. Racconta un pezzo d’Italia attraverso la vita sportiva e umana di un ciclista, un uomo, un italiano degli anni Cinquanta che, con la semplice intenzione di fare la “sua” storia, è stato in grado di rappresentare “la” storia di un Paese piegato, ma ricco di volontà e coraggio.

 

LO SPETTACOLO

Un unico attore sul palco, accompagnato solo da una strana bicicletta e da una brocca d’acqua, conduce gli spettatori in un viaggio in sei tappe nel mondo del ciclismo d’altri tempi: quello degli eroi e delle imprese, quello dei corridori che andavano alle corse in treno, dormendo lungo i vagoni abbracciati alle loro biciclette, quello di Coppi e Bartali; ma anche quello dell’Italia post-bellica divisa tra Pci e Dc, quello della Jugoslavia in cui i ciclisti italiani, oltre a correre in bicicletta, arrotondavano lo stipendio vendendo di contrabbando le merci che il regime di Tito aveva vietato, dei ciclisti che per lavoro facevano i muratori o i garzoni di macelleria...

Un mondo presentato attraverso gli occhi di Luigi Malabrocca da Garlasco, detto il “Cinese”, famoso per essere “abbonato” all’ultimo posto nella classifica del Giro d’Italia: una peculiarità che lo rese popolare e che gli assicurò anche soddisfazioni economiche. Nel Giro del 1949, in particolare, la sua rivalità col muratore vicentino Sante Carollo per la corsa all’ultimo posto appassionò l’Italia tanto quanto quella tra Coppi e Bartali in testa alla classifica.

In un momento storico in cui gli italiani si sentivano “ultimi”, per la gente ai bordi delle strade era facile affezionarsi a quel reietto che arrivava in fondo, ma arrivava. Potevano premiarlo solo donandogli salami, damigiane di vino, d’olio, formaggi, animali... Ma dopo aver dato prestigio al ruolo dell’ultimo, Malabrocca si concesse il lusso di vincere due campionati italiani di ciclocross, regalando agli appassionati un insperato sapore di riscatto.

 
 
Un momento dello spettacolo
 
MATTEO CACCIA

Attore teatrale e conduttore radiofonico, Matteo Caccia è nato a Novara nel 1975. Diplomato all’Accademia dei Filodrammatici di Milano, ha iniziato lavorando con Antonio Sixty, Andrea Taddei e Massimo Navone. Nel 1999 ha conosciuto Antonio Latella, che l’ha chiamato a lavorare ad alcune sue produzioni, tra cui Romeo e Giulietta e Amleto di Shakespeare e Stretta sorveglianza di Jenet (premio Ubu 2001). Nel 2005 ha cominciato a scrivere per il teatro: il suo primo testo, Hotelofficina, è stato finalista al Premio Riccioneteatro. Nel 2006 ha debuttato con lo spettacolo La maglia nera.

Parallelamente all’attività teatrale, ha lavorato come inviato e conduttore radiofonico prima a Radio Popolare e poi a Radio2. Dal 2001 al 2006 ha condotto insieme a Federico Bianco la trasmissione Aria Condizionata all’interno del palinsesto estivo di Radio2. Nell’estate 2007, sempre su Radio2, ha condotto insieme a LaLaura la trasmissione Barabba.

Ancora su Radio2, risale invece all’8 settembre 2008 la prima puntata di Amnesia, programma in cui Caccia tiene un diario in cui ricostruisce i pezzi della sua vita dopo l’amnesia retrograda globale che l’ha colpito l’anno prima. In onda ogni giorno dal lunedì al sabato, Amnesia diventa una trasmissione-cult, seguita da migliaia e migliaia di fans, con consensi e ascolti. Nell’ultima puntata, il 31 luglio 2009, Caccia svela che non si è trattato di vera amnesia, ma di una storia completamente inventata. Tiene a precisare, comunque, che nel diario c’è moltissimo di lui e che non ha voluto in alcun modo prendersi beffe di nessuno.

 
Matteo Caccia
 
 

IL TEATRO SOCIALE DI CANZO

Il Teatro Sociale di Canzo nacque per volontà delle famiglie nobili di Milano nei primi anni dell’Ottocento, con autorizzazione di Maria Teresa d’Austria. La Società del Teatro Sociale di Canzo venne fondata nell’aprile del 1828 e i lavori di costruzione vennero ultimati l’anno successivo, permettendo l’inaugurazione il 18 ottobre 1829 con la compagnia del Teatro Filodrammatici di Milano. Nel 1830 l’allora presidente Venanzio Sormani invitò la celebre cantante lirica Giuditta Pasta a far parte del consiglio d’amministrazione quale socio onorario della nuova società, dato che la cantante risiedeva per buona parte dell’anno nella sua villa a Blevio, sul Lago di Como.

Il Teatro Sociale è stato ristrutturato nel 1987, in seguito ai gravi danni causati dalle nevicate del 1985. Ha ripreso così la vocazione per la quale era stato costruito, dopo circa cinquant’anni nei quali era stato utilizzato come sala cinematografica. È stato quindi re-inaugurato il 25 aprile 1990. Dopo alcuni spettacoli sperimentali, a partire dal 1991-1992 l’Amministrazione comunale di quegli anni, grazie anche alla collaborazione degli sponsor, ha deciso di allestire una vera e propria stagione teatrale, riprendendo la collaborazione con il Teatro Filodrammatici di Milano interrotta cento anni prima.

Sempre presenti nella programmazione della stagione sono l’orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano e l’Autunno Musicale di Como. Per rispettare la tradizione dell’Ottocento, il cartellone del Sociale ha sempre ospitato una compagnia veneta che recita in lingua una commedia di Goldoni.

Oltre a spettacoli e concerti (con artisti di fama nazionale e internazionale), il Teatro ospita anche mostre e incontri pubblici.

 
 
Teatro Sociale Canzo