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Sabato 26 settembre sul Muro di Sormano è in programma la III edizione de La Carica dei 101, cronoscalata aperta a tutti (uomini e donne), con un “numero chiuso” di 101 partecipanti.
A differenza delle due precedenti edizioni, svolte in notturna, La Carica dei 101 2009 si correrà nel tardo pomeriggio. I partecipanti dovranno infatti essere presenti alla base del Muro per il ritrovo di partenza alle 17.45. Il primo corridore prenderà il via alle 18. Gli altri si susseguiranno ogni 30 secondi. Alla cronoscalata si potrà partecipare con bici da corsa o mountain-bike: unico giudice sarà il cronometro, obbligatorio il casco. All’atto dell’iscrizione tutti i partecipanti saranno tenuti a dichiarare in coscienza di non fare uso di sostanze dopanti. Valutate le condizioni atmosferiche, la decisione di dare regolare svolgimento alla prova sarà presa a esclusiva discrezione degli organizzatori.
La cronoscalata potrà contare sul supporto tecnico-organizzativo del Ciclo Team Canzo e della Ciclistica Erbese e sulla prestigiosa media partnership assicurata da Radio R101. La OTCComo si occuperà dei rilevamenti cronometrici.
Numerosi i premi in palio: il primo classificato vincerà una bicicletta Colnago; al secondo andrà un week-end per due persone a Forte dei Marmi (offerto da Federalberghi); il terzo riceverà una bici da passeggio offerta da Cicli Maggi di Forte dei Marmi. Ma tutti i partecipanti avranno in omaggio un ricco “pacco-gara”, con prodotti Enervit, Diavolina e Moro Pasta.
Oltre a concorrere ai premi in palio, i partecipanti a La Carica dei 101 potranno compiere un gesto benefico: come nel 2007 e nel 2008, infatti, il ricavato delle iscrizioni sarà utilizzato per donare biciclette ai ragazzi di Marituba, la comunità brasiliana nella quale operò il vescovo missionario erbese monsignor Aristide Pirovano. L’iniziativa Una bici per la vita è stata ideata in collaborazione con l’Associazione Amici di monsignor Aristide Pirovano di Erba.
Le iscrizioni (quota, 10 euro) vanno inviate all’indirizzo info@cicloteamcanzo.it, oppure al numero di fax 1782264359
Regolamento e ulteriori informazioni sul sito www.cicloteamcanzo.it
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| La partenza dell’edizione del 2008 |
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ALBO D’ORO
2007
1° Stefano Fatone (G.S. Aurora 1988), 8’33”
2° Umberto Corti (Team Cbe), 8’47”
3° Davide Zaghirati (Albertoni-Far), 9’13”
2008
1° Simone Diviggiano (Ideal Bikes Romania), 8’37”
2° Davide Orrico (Canturino 1902), 8’49”
3° Stefano Fatone (G.S. Aurora 1988), 8’50”
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| La premiazione dell’edizione del 2008 |
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Una mulattiera, relativamente corta (circa 1800 metri), ma terribilmente ripida, che dagli 827 metri di Sormano sale fino ai 1124 metri della località La Colma: la pendenza media è del 14%, ma in alcuni punti si arriva anche al 27%. È il Muro di Sormano, una salita che Vincenzo Torriani inserì nel percorso del Giro di Lombardia dal 1960 al 1962 per favorire la selezione durante la corsa.
Quanto accadde in quegli anni - corridori deformati dallo sforzo, costretti a posture innaturali per mantenere l’equilibrio, spinti dai tifosi, oppure condannati a mettere piede a terra e a proseguire al passo - ha consegnato il Muro di Sormano alla leggenda del ciclismo, quale sinonimo dell’erta più dura che un uomo in bicicletta si trovi ad affrontare.
Teatro delle imprese di Imerio Massignan e Vito Taccone in quei Giri di Lombardia, tra il 2005 e il 2006 il Muro di Sormano è stato oggetto di importanti lavori di restauro condotti dal Comune di Sormano e dalla Comunità Montana del Triangolo Lariano e resi possibili da un finanziamento di 150 mila euro della Regione Lombardia. Il progetto ha curato il rifacimento del manto stradale per rendere percorribile il Muro, oltre che a piedi e con mountain-bike, anche con biciclette da corsa e da passeggio.
È stata inoltre apposta una segnaletica orizzontale che informa il cicloturista sulla lunghezza complessiva, sull’altimetria, sulla pendenza, sui tempi di percorrenza e sulla quota raggiunta progressivamente, con indicazioni sulla vegetazione ai margini della strada e sulle vette che caratterizzano il panorama circostante. A trasformare il Muro in un vero e proprio “album storico” a cielo aperto, infine, provvedono - scritti a vernice sull’asfalto - stralci di dichiarazioni che i campioni degli anni Cinquanta e Sessanta resero ai giornali dell’epoca a proposito di questa salita.
Il Muro è stato reinaugurato il 13 ottobre 2006, durante la seconda edizione di “Dal Ghisallo al Muro”, con una suggestiva ciclo-fiaccolata notturna effettuata da 20 atleti del Ciclo Team Canzo e organizzata dal Comune di Sormano.
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| Il Muro di Sormano negli anni Sessanta (Archivio Gazzetta dello Sport) |
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SIMONE TEMPERATO, UN APRIPISTA SPECIALE. SU UNA RUOTA SOLA
La Carica dei 101 2009 avrà un apripista d’eccezione. Si tratta di Simone Temperato (www.magicotempe.com) che, dopo brillanti trascorsi nel biketrial, da qualche anno si è dedicato a una forma di estreme cycling tanto inusuale quanto sorprendente: la corsa in bici in impennata, su una ruota sola. E in questo modo cercherà di conquistare il Muro di Sormano.
Temperato si è rivolto alla bicicletta fin da giovanissimo, con passione, determinazione e forza mentale. Entrato nel pianeta del biketrial, nel 1996 e nel 1997 ha partecipato al campionato del mondo di specialità. Nel 2003 si è aggiudicato la prova unica del campionato italiano indoor e cinque delle sei prove del campionato italiano outdoor, vestendo così la maglia tricolore. L’anno dopo, la svolta. Simone lascia la bici da trial per dedicarsi all’impennata. La competizione si trasforma, non è più con gli altri, ma con se stesso, e diventa voglia di conoscere i propri limiti e di superarli.
L’elenco delle sue imprese è straordinario:
- salita in impennata della Rosina con bici da corsa, senza mani sul manubrio, in poco più di 9 minuti;
- scalata del Passo di Pampeago al Giro d’Italia;
- scalata dell’Alpe d’Huez al Tour de France;
- scalate e discese in impennata di tutti i principali passi alpini;
- scalate in impennata in notturna;
- record di equilibrio sulla bicicletta;
- giro dei Quattro Passi in impennata con bici da corsa in salita e mountain bike in discesa;
- record di impennata in velodromo omologato nel Guinness dei Primati.
Non è facile conciliare questa grande passione con il lavoro: gli allenamenti si concentrano forzatamente nel week-end, tempo permettendo. Simone si esercita a mettere in difficoltà i propri sensi (vista, udito, ma anche tatto) per allenarli a sopportare situazioni inusuali ed estreme. Le sue imprese impegnano sia il fisico, sia la psiche. Il segreto è proprio questo: «Gran parte delle mie performances le faccio con la mente, non con il fisico», spiega Temperato. Alla nase delle sue imprese ci sono fattori che hanno a che fare con la forza mentale: concentrazione, volontà, voglia di superare se stesso...
Sabato 26 settembre, alle 17.45, Simone Temperato cercherà di percorrere il Muro di Sormano con una sola ruota. Una sfida che sembra impossibile su una delle salite più dure al mondo. Uno sforzo incredibile su pendenze dove pedalare in equilibrio con una sola ruota vuol dire davvero raggiungere il limite delle possibilità umane, sfidando le leggi della fisica. Un ulteriore elemento di spettacolo che richiamerà sul Muro centinaia di appassionati delle due ruote, e in questo caso anche di una sola!
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| Simone Temperato |
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IL CICLO TEAM CANZO
Nella primavera del 1990 alcuni appassionati di ciclismo accomunati dall’interesse per la mountain-bike, appena arrivata dagli Usa e adattissima alle escursioni e alle passeggiate sulle mulattiere e sui sentieri della Vallassina, diedero vita al Ciclo Team Canzo (www.cicloteamcanzo.it), che nel 1991 si è affiliato alla Federazione, iniziando così l’attività agonistica e ottenendo subito lusinghieri risultati.
Sono numerose le vittorie e i piazzamenti ottenuti nelle diverse categorie a livello regionale e provinciale, su strada o in mtb, nelle gare Fci e in quelle Udace: quattro campionati provinciali con Luciano Bellomo (1996-1998-1999-2003) e due con Riccardo Trezzi (1998-1999), un campionato regionale up-hill con Danilo Genovina, un campionato provinciale cross country con Edoardo Molteni (2001); nel palmarès di Santino Pedetti due campionati regionali e uno provinciale up-hill e un campionato provinciale cross country; quest’ultimo titolo è stato conquistato due volte da Marco Bramani, che nel 2006 si è aggiudicato il Circuito delle Tre Province Mastersport 2 e il Master S. Pietro Cadetti; nel 2007 ancora Pedetti vince il campionato provinciale Granfondo e il Master S. Pietro Supergentleman. Nel 2008, con un grande inizio d’anno, sempre Santino Pedetti consegue su 17 gare disputate ben dieci vittorie, quattro secondi posti e un terzo posto, conquistando il titolo di campione provinciale XC e campione regionale e provinciale Marathon. Il 2009 è iniziato con la preparazione per la Gran Fondo delle Dolomiti, mitica gara su strada alla sua 23° edizione, dove ben 8 atleti del Team sono stati sorteggiati e annoverati tra i partecipanti.
Per quanto riguarda l’attività di formazione e diffusione della disciplina mtb, nel 1997 Fabrizio Valsecchi ha conseguito il brevetto di istruttore di 1° livello e da allora collabora attivamente alla formazione dei giovani atleti della società.
Il Ciclo Team Canzo si è distinto nell’organizzazione di vari campionati provinciali e regionali up-hill sulla salita del Terz’Alpe e in quella di gare cross country: dal 2003 il fiore all’occhiello è la preparazione della CanzoBike, gara di cross country compresa nel Circuito delle Tre Province, ormai attestatasi fra le gare lombarde di questa specialità con il maggior numero di iscritti, quest’anno gemellata con il Circuito Gran Prix Valli Varesine. Nel 2006 la società ha partecipato attivamente alla re-inaugurazione del Muro di Sormano restaurato, con l’organizzazione di una suggestiva ciclo-fiaccolata notturna, e ha proseguito fino a oggi nella collaborazione attiva all’organizzazione della Carica dei 101. Nei programmi futuri ci potrebbe essere la candidatura per l’organizzazione di una gara di mtb a livello nazionale, specialità cross country, da disputarsi sull’ormai collaudato percorso della CanzoBike.
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| Ciclo Team Canzo |
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LA
CICLISTICA ERBESE Le origini della Ciclistica Erbese sono ultrasecolari, dato che si ricollegano al Velo Club Incino nato nel 1902-1903, epoca in cui le biciclette erano chiamate ancora “velocipedi”. Quando si affilia alla Federazione (1924, per anzianità è la seconda associazione ciclistica della provincia di Como), la denominazione è Unione Sportiva Erbese e la maglia è verde (ma nel ventennio fascista diventerà nera). Al 1944 risale l’organizzazione delle prime corse (in ambito regionale vanta il primato delle organizzazioni): la Coppa Erba e la Coppa 5 Laghi per Allievi, quest’ultima in calendario anche quest’anno, in settembre, per la 65a edizione. Proprio vincendo la prima edizione della Coppa Erba si mette in luce fra gli allievi Ampelio Rossi che - dopo essere stato convocato per le Olimpiadi di Helsinki nel 1952 e avervi dovuto rinunciare per un infortunio - approda tra i professionisti. Categoria che accoglie altri tre corridori provenienti dal sodalizio erbese: Riccardo Proserpio (ottimamente piazzato alla Milano-Sanremo fra gli “indipendenti”), Gianantonio Riccò e Silvano Tessari.
L’epoca d’oro è quella degli anni Sessanta, quando alla Coppa Arnaboldi per dilettanti organizzata dalla Ciclistica Erbese prendono il via futuri campioni come Gimondi, Dancelli e Motta. L’impulso dato dal presidente Luigi Porro porta al potenziamento del settore agonistico (con le squadre Allievi e Giovanissimi; tra i tesserati figura anche Sergio Casartelli, padre di Fabio, futuro olimpionico, perito durante il Tour de France del 1995) e all’ampliamento dell’impegno organizzativo. In questo ambito particolare si segnala l’indispensabile apporto tecnico di Adriano Colombo, ancora oggi infaticabile e competente direttore di corsa, senza il quale l’intera attività della Ciclistica Erbese perderebbe significato e motivazioni.
Negli anni Settanta e Ottanta l’attività prosegue con ottimi risultati su entrambi i fronti, ma la difficoltà di reperire fondi e di tesserare nuovi atleti porta, negli anni Novanta, al declino delle squadre agonistiche giovanili. Nasce e si consolida, per contro, il Gruppo Amatori. Sotto la guida dell’attuale presidente Gabriele Cerutti, la Ciclistica Erbese continua la sua opera di organizzazione delle corse, ma nel frattempo accresce l’attenzione per il cicloturismo. Il gruppo è forte di oltre 40 persone e in questi ultimi anni ha dato vita a numerosi raids: dall’ascesa al Mont Ventoux alla Milano-Sanremo, dal tour Erba-Fellbach sino alle Gran e Medio fondo. Attivo anche un gruppo di corridori che si dedicano alla mountain-bike, tra i quali si è particolarmente distinto Fernando Bono.
Attualmente i tesserati sono 57. Nella prima metà della stagione in corso si sono registrati ottimi piazzamenti nelle varie categorie della Coppa Lombardia su strada. Dopo il ciclopellegrinaggio del 2008 al Santuario mariano di Loreto, particolarmente significativo, nel giugno di quest’anno, il cicloraid Erba-Città del Vaticano (nella foto sotto), con la partecipazione all’Udienza papale del mercoledì, in occasione della quale il presidente Gabriele Cerutti ha fatto omaggio a Benedetto XVI di una speciale bici da passeggio.
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MONSIGNOR ARISTIDE PIROVANO E MARITUBA
Monsignor Aristide Pirovano nacque a Erba (Como) il 22 febbraio
1915. Entrato nel Seminario del Pontificio Istituto Missioni
Estere (Pime) di Treviso nel 1931, fu ordinato sacerdote dieci
anni più tardi.
Assegnato all’economato della sede milanese del Pime,
durante la guerra entrò in contatto con il Cln e collaborò
attivamente all’espatrio di ebrei e antifascisti. Scoperto
dai tedeschi, fu arrestato e incarcerato per tre mesi a San
Vittore, da dove venne liberato per intervento del cardinale
Schuster, arcivescovo di Milano. Ritornò a Erba e si
adoperò per evitare un sanguinoso scontro tra i nazifascisti
e i partigiani. Dopo il 25 aprile 1945 protesse i fascisti
da ritorsioni e rappresaglie.
Nel 1946 il Pime lo inviò in missione nell’Amazzonia
brasiliana: in diciannove anni di permanenza fondò
la Prelazia di Macapà, costruì case, chiese
e scuole, prestò assistenza agli indigeni, viaggiò
in territori inesplorati, contattando tribù del tutto
isolate. Nel 1955 fu consacrato vescovo dall’arcivescovo
Montini.
Nel 1965 venne nominato Superiore generale del Pime, carica
che conservò sino al 1977, guidando con sicurezza l’Istituto
durante il difficile periodo post-conciliare e sviluppando
nuove missioni in vari continenti.
Nel 1978 accolse l’invito dell’amico Marcello
Candia a raggiungerlo presso il lebbrosario brasiliano di
Marituba, che in dodici anni contribuì a trasformare
in una città oggi abitata da circa 150 mila persone.
Nel 1991 affidò Marituba ai Poveri Servi della Divina
Provvidenza del Beato Don Calabria e rientrò in Italia,
ma continuò a occuparsi dello sviluppo dell’ex
lebbrosario e in particolare della costruzione del nuovo ospedale.
Morì alla casa del Pime di Rancio (Lecco) il 3 febbraio
1997. È sepolto a Erba.
Dopo la sua scomparsa, nella sua città natale si è
costituita l’Associazione Amici di monsignor Aristide
Pirovano, che ha preso in carica l’eredità del
vescovo collaborando con l’Opera Don Calabria al completamento
dell’ospedale di Marituba e a numerosi altri progetti,
tra i quali l’adozione a distanza di centinaia di bambini.
Nel 2002 l’Associazione ha presentato al cardinale Martini,
allora arcivescovo di Milano, la richiesta di apertura della
causa di beatificazione di monsignor Pirovano.
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| Ragazzo brasiliano in bicicletta a Marituba |
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